Tarantola

Lycosa tarantula

Grosso ragno di abitudini prettamente notturne può arrivare a 8 cm di lunghezza, zampe comprese.
Spesso,  dopo l’accoppiamento, che avviene di notte, tra maggio e giugno,  la femmina si nutre del maschio ( cannibalismo sessuale) garantendo alla prole una salute migliore.

Dopo tre settimane la femmina depone le uova .

Queste verranno trasportate dalla Tarantola in un sacco di tela attaccato all’addome per circa un mese..

Tarantola con ovisacco – Settembre 2014

tar ovi1

Alla nascita, per i primi tempi, i piccoli ragni vengono trasportati sul dorso dalla mamma (vedere foto in basso)

Molto diffusa sul territorio garganico nei  prati sassosi e assolati.
L’eventuale morso non porta conseguenze mortali ma pari a quelle di una puntura di una vespa.

 Individuo in agguato – Ottobre 2013

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Tarantola con prole – Settembre 2013

Nel Salento la  credenza vuole che fosse la responsabile del tarantismo, fenomeno caratterizzato da condizione di malessere nei soggetti femminili  punti dall’aracnide.

Attraverso un ballo, accompagnato da musica,  che simulava i movimenti del ragno, si arrivava alla guarigione.

Da qui l’origine della Pizzica e della Tarantella .

Nel 1962, di seguito agli studi antropologici di Ernesto De Martino, il regista Gian Franco Mingozzi filmò il fenomeno producendo il documentario “La Taranta”

Immagine anteprima YouTube
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