I Picchi del Gargano

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Vivaci, intelligenti, invisibili ma presenti, scultori instancabili del bosco, piacevolmente chiassosi, i picchi sono i veri elfi e gnomi abitanti dei nostri boschi più integri. Una specializzazione molto elevata gli ha permesso di colonizzare con grande successo il mondo verticale degli alberi.

Possibilità di arrampicarsi su tronchi anche con corteccia particolarmente liscia grazie a zampe con 4 dita contrapposte e unghie ricurve. Penne caudali rigide supportate da vertebre e muscolatura molto robuste per appoggiarsi ai tronchi. Lingua lunga vischiosa e con uncini per estrarre gli insetti dai fori nel legno. Cranio e becco robusti per lo scavo del legno.

Per la riproduzione scavano dei nidi nel tronco degli alberi, prediligendo quelli marci all’interno o dal legno più morbido. A lungo classificati nocivi, per questa loro attività di perforazione e influenza sulle attività silvicolturali, sono oggi riconosciuti come presenze preziose e validissimi indicatori ecologici del benessere del bosco.

Preziosi per il grande consumo di insetti xilofagi (che mangiano il legno) di cui limitano la diffusione. I fori nido costruiti per la riproduzione o per il riposo notturno sono negli anni utilizzati da una grande numero di uccelli, mammiferi e insetti . Assioli, cince, picchi muratori, upupe, ma anche ghiri, scoiattoli e api selvatiche utilizzano per la riproduzione e il riposo i vecchi nidi dismessi. In alcuni casi riempiendosi di acqua costituisco una preziosa riserva idrica per la fauna forestale.

I picchi comunicano attraverso un variegato repertorio sonoro. L’emissione più tipica, che permette anche l’individuazione delle singole specie, è il tambureggiamento, una rapida emissione di colpi su grossi rami spezzati dalla buona sonorità, ma a volte anche manufatti umani .

E’ necessario valorizzare la presenza dei picchi nell’ecosistema forestale  attraverso le seguenti azioni:

1) Gestione forestale non basata esclusivamente su criteri di economicità.

2) Risparmiare piante di grandi dimensioni in modo da consentire la costruzione dei nidi.

3) Ridurre il disturbo antropico nel periodo riproduttivo.

4) Lasciare nel bosco le piante morte o deperienti tali da garantire una buona disponibilità alimentare e e la possibiltà di scavo del nido .

5) Individuare particelle nel bosco da trattare come riserve integrali nelle quali non effettuare alcuna operazione forestale

Il Gargano ospita sicuramente 4 specie di picchi stanziali :

Picchio rosso minore -Dendrocopos minor                                                                 Picchio rosso mezzano -Dendrocopos medius                                                               Picchio rosso maggiore -Dendrocopos major                                                                     Picchio verde – Picus viridis

Fino a qualche decennio fa era possibile avvistare (non più di 2/3 avvistamenti negli ultimi 20 anni) qualche esemplare del raro : Picchio dalmatino -Dendrocopos leucotos lilfordi

Il Picchio rosso maggiore -ciclo riproduttivo

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